Stai per arrivare alla fine del libro sulla gravidanza, stai per cimentarti su quello della nascita. È il momento di cominciare a rendersi conto che tu e il tuo bambino siete persone diverse e sentirai il bisogno di preparare il nido per accoglierlo. Non dimenticarti di te stessa, ha bisogno di prenderti cura di te e dedicarti del tempo di qualità.

L’ultimo trimestre è un periodo di distacco, in cui tutto quanto era vero solo nella tua fantasia, si avvia a prendere forma concreta: tuo figlio sta per venire al mondo e tu stai per conoscerlo.

Dal sesto al nono mese di gravidanza, il tuo bambino è sempre più un individuo a sé stante e la sua presenza in famiglia si fa più concreta ed evidente.

Questi cambiamenti sono indotti in gran parte dagli ormoni. Protagonista del terzo trimestre è l’ossitocina, che favorisce il processo di separazione e rafforzerà le contrazioni del parto.

In questi tre mesi ti preparerai, dal punto di vista fisico e psichico, a separarti da tuo figlio e a riconoscerti come madre; l’ossitocina ti dà un grosso aiuto in questo, infatti, ti predispone ad accogliere il piccolo, stimola gli atteggiamenti di protezione e ti invoglia a preparare la casa per il suo arrivo. Questa attitudine accomuna le femmine di tutti i mammiferi che stanno per partorire: è l’istinto alla nidificazione che ti spinge a organizzare, pulire, arredare, preparare, selezionare, e questo vale per cose e persone e tutto affinché il bambino trovi un ambiente il più sicuro e accogliente possibile.

Da parte sua il bambino ha meno spazio all’interno dell’utero, questo lo spinge a crearsi una via d’uscita. Il suo corpo adesso è ingombrante e gli toglie mobilità, l’unica cosa che vuole è girarsi in posizione cefalica e uscire; con questo movimento, stimola il collo dell’utero e la conseguente produzione di ossitocina. Così hanno inizio le contrazioni di preparazione, il seno si modifica in vista dell’allattamento; può capitare che dai capezzoli fuoriesca un po’ di colostro.

Un altro ormone potente è il progesterone che ti rallenta, facendoti sentire stanca e pesante, ti fa venire voglia di partorire e di farla finita con questa fase della maternità.

Gli estrogeni intervengono stimolando la produzione di un altro ormone, la relaxina, che “rilassa” le articolazioni del bacino e le rende più mobili.

Le endorfine cercheranno di aiutarti a sintonizzarti con le tue emozioni e a gestire i timori che sono tornati prepotenti come nel primo trimestre. È importante che tu sia consapevole che avere dubbi e paure è una parte fondamentale del processo di adattamento: prova a pensarci, sei appena venuta a patti col fatto che qualcuno abiti il tuo corpo e ora ti viene richiesto di accettare che questo qualcuno è una persona a se stante e che te ne devi separare.

I principali sintomi del terzo trimestre di gravidanza, includono: mal di schiena e dolore sciatico, dovuti al cambiamento nella postura; piccole contrazioni che preparano l’utero e dolorini pelvici simili a quelli del ciclo, hai bisogno di urinare spesso perché la vescica è compressa dall’utero. Il respiro è più superficiale e frequente perché, l’utero crescendo spinge sul diaframma. Verso la fine, quando la testa del bambino si incanala, la pancia si abbassa, i respiri si fanno più profondi.

Il peso che hai preso è quello che è, te ne preoccuperai in seguito, fai attenzione alla pressione che potrebbe aumentare visto che stai seduta più a lungo, per questo potrebbero aumentare il gonfiore e il malessere alle gambe. La soluzione è sempre evitare il consumo di sale e seguire pratiche motorie dolci: passeggiate, pilates e yoga sono indicati per stimolare il sistema linfatico e la circolazione. Buona pratica sono anche i pediluvi in acqua salata.

Sei pronta per scrivere le ultime righe di questo primo volume? Un emozionante, imprevedibile e avventuroso secondo volume ti attende trepidante. Non aspettarti una piccola trilogia: questa è la saga della tua identità di mamma.