L’importanza del ruolo paterno, da un punto di vista tradizionale è stato spesso considerato “periferico”, perché “mamma” equivale ad affettività e calore, “papà” a livello culturale equivale a protezione sociale, sostentamento economico e qualche volta autoritarismo.

Oggi la situazione sociale è cambiata, i papà sono più coinvolti nella relazione familiare. Nonostante il mantenimento del ruolo di padre tradizionalista, l’uomo si sente sovrastato di richieste e responsabilità che non sempre riesce a soddisfare. La rete familiare della cosiddetta famiglia allargata viene a mancare, la donna spesso lavora e la richiesta di sostegno da parte sua è inevitabile.

È un dato di fatto che è aumentata la pretesa della donna di essere aiutata e sostenuta nella crescita dei figli perché adempiere a tutto e farlo nel modo migliore non è sempre semplice. Il compito genitoriale, esige un pieno adempimento nella cura dei propri figli ma spesso equiparare troppo i ruoli porta non solo a confondere il ruolo paterno ma a compromettere la relazione di coppia facendo slittare le esigenze degli uomini in secondo piano.

Il ruolo del padre nella famiglia contemporanea è molto più importante di quanto si creda. Questo concetto è affermato a grandi lettere da uno studio australiano, dell’Università di Melburne 2011 che pone l’accento come nella cultura di oggi si tenda a delegare la cura dei figli quasi totalmente alle madri. I papà che trascorrono del tempo da soli con i bimbi sono quasi una rarità, mentre la famiglia trarrebbe moltissimi benefici dalle esperienze condivise tra padri e figli, che dovrebbero frequentarsi e confrontarsi di più senza la presenza delle mamme.
Questo sarebbe il segreto di un nucleo familiare felice nel quale i figli crescono sani ed equilibrati. L’indagine dell’Università di Melbourne 2011, che ha coinvolto nella ricerca 110 famiglie con bambini di età compresa tra i tre e i dodici anni. Afferma che la maggior parte dei papà che ha trascorso molto tempo in compagnia dei figli, ha potuto successivamente verificare i benefici soprattutto nella maggiore stabilità e sicurezza della prole una volta entrata nell’adolescenza. La stessa ricerca ha evidenziato come i padri che sono soliti trascorrere molto tempo da soli con i loro bambini hanno una maggiore autostima, e maturano più fiducia nelle loro capacità genitoriali. Si tratta di un concetto abbastanza complesso, infatti sembra che il tempo condiviso dai bambini con il solo padre sia qualitativamente differente da quello trascorso da tutta la famiglia unita.

Psicologa dr.ssa Ciovati Viviana
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